L’iPhone m’ha riconosciuta, sono quella col dito a banana

Io l’iPhone non lo volevo.
L’ho snobbato e denigrato per anni, un po’ anche per un concetto di volpe e uva, essendo io dotata di leggendarie mano a pagnotta che rendono difficile l’approccio ai touchscreen.
Poi alla fine mi sono trovata nella condizione di comprarmi un nuovo smartphone al quale abbinare un piano a forfait, e la scelta è stata giocoforza quella.
Prendere il 3gs non è stata una botta di babbioneria visto che sta per uscire il 4, ma un metodo cautelativo di prendere una roba che un minimo di rodaggio l’ha già fatto, visto che il 4 c’ha un problemino non indifferente.

Pertanto, a due settimane dall’acquisto, qualcosa sull’iPhone la posso dire.
Innanzitutto se fumate, questo telefono non fa per voi. Avere un accrocco che necessita di due mani per funzionare decentemente equivale a far cadere la cenere di metá della vostra sigaretta.

In secondo luogo, un telefono che per funzionare ha bisogno di un computer è una cosa da pazzi: è come dire che per accendere il phon dovete prima assicurarvi di avere in casa il balsamo.

Scordatevi di usarlo su un autobus affollato o in metro: per scrivere un SMS dovreste fare il viaggio da capolinea a capolinea inverso, anche se di solito scendete dopo due fermate.

Ciò che rende figo l’aicoso secondo me sono le app. Tolte quelle, in sè per sé l’aggeggio serve a poco, e anzi, è parecchio macchinoso.

E poi il punto fondamentale: non è un telefono!
Quindi quelli che se lo comprano e non ci fanno un piano dati sopra (fidatevi, ce ne sono, ah se ce ne sono) vanno esposti alla pubblica gogna.
Se volete telefoná usate le cabine!

Comunque ecco, le mie dita non sono poi troppo a banana, visto che l’intero post è stato scritto con la tastiera wannabe.

E adesso vi lascio, che devo andare a giocare a Fruit Ninja con il mio nuovo, fantasticissimo aifón.

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