Lavoro per far lavorare

Lavoro in un’agenzia per il lavoro.

Sembra un gioco di parole, ma per me è una filosofia di vita, un’etica.

Al primo colloquio, quando mi posero la fatidica domanda “perchè le interessa questo settore?” risposi che amavo l’idea di lavorare per far lavorare gli altri.

E fortunatamente, lavoro in una società, e ancora più capillarmente in un ufficio, dove hanno sempre regnato le regole della correttezza.

Tra colleghi, con i clienti, con i lavoratori.

Vado a comprare le sigarette, e mi imbatto in una manifestazione di operai di un’azienda che sta per chiudere. Non è la prima nè l’ultima, in provincia.

Il lavoro non c’è, e io lo vedo ogni giorno anche dall’altra parte della scrivania. Anche il mio tra breve si concluderà, tra i rimpianti di tutti, perchè la crisi ci costringe ad adeguarci.

Il mio migliore amico è senza lavoro.

Le mie colleghe (o ex colleghe) sono senza lavoro.

I miei operai sono senza lavoro.

Gli operai che manifestano oggi sono senza lavoro.

Io, tra poco, sono senza lavoro.

Non so se ce la possiamo prendere con qualcuno, o con qualcosa.

So per certo che la situazione è molto triste.

E che prima che arrivi qualcuno in ufficio, farò bene ad asciugarmi le lacrime.

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