L’ospite è come il pesce (leggi:squalo)

Non credevo che a cinquanta anni ci si potesse ancora imbucare ad una cena.

No, giuro che non ci avevo mai pensato.

La scena: casa (mia), cartata (che non c’è stata), spaghetto (rigatone) improvvisato.

In effetti, niente di più che una piccola riunione alcolica tra amici.

Ecco qua, arriva l’imbucato. Con moglie al seguito.

Non pesante, per quello basterebbe isolarsi e canticchiare a mente un motivetto divertente.

Arrogante, magnone, iperattivo, fintamente tuttologo, logorroico.

Trasforma una partita di Trivial Pursuit in un palcoscenico per la sua (presunta) conoscenza e per la sua più che esplicita supponenza .

E già, perchè il pesantone parla, parla, parla, ma non sa nulla.

E come in ogni perfetto matrimonio, nonchè come in ogni seria botta di sfiga atavica, dove tace lui, attacca lei.

Ve la risparmio, anche perchè il mio fegato non reggerebbe il ricordo.

Ma vi riporto anche l’episodio iniziale, quello che mi avrebbe dovuto far capire subito che dovevo cacciarli di casa.

Regalano a me e ai miei ospiti (almeno uno dei quali completamente sconosciuto per loro) un biglietto di natale, che dichiarano essere “gli auguri di natale di due atei belligeranti”.

Su questo biglietto sono riportati una serie di fatti, tra i quali: “nacque il 25 dicembre, fu crocifisso tra due ladroni, tre giorni dopo la morte resuscitò”.

Gisus Craist, pensate voi?? ERRORE: “Horus, incanazione egizia del sole, il cui culto risale a circa 5000 anni fa, ovvero 3000 anni prima della religione cristiana”.  Il grassetto è originale, non l’ho messo io.

Allora io penso…a me della religione poco importa. Ma quanto arrogante è questo modo di fare, e quindi di pensare che tutti apprezzino questo gesto??

Allora, a questa splendida coppia di tronfi arroganti, dedico una frase originariamente rivolta a Catilina, il quale a quanto pare è più o meno il loro idolo…

Quousque tandem, Catilina, abutere patientia nostra?