Emotività di tempo e spazio

Ho improvvisamente capito che studiare fisica al liceo per 3 anni è stato una grossa perdita di tempo, che avrei potuto impiegare molto più proficuamente per leggere libri o tarocchi, per studiare il cinese o imparare a mettermi lo smalto sena sbavature.

La Santissima Trinità: Velocità = spazio / tempo, Spazio = velocità x tempo, Tempo = spazio / velocità non tiene infatti conto dell’emotività dello spazio e del tempo, che condizionano fortemente la velocità.

A me capita ultimamente di subire un totale disallineamento dello spazio: ci si può sentire lontani e patire la nostalgia anche a pochi metri di distanza. Oppure si può inventare una prossemica tutta nuova, fatta di millimetri e frazioni di millimetri e frazioni di frazioni di millimetri.

Il tempo, poi, fa come gli pare, come ricorda anche la mia dolce Miss: a volte ne vorremmo fare una scorta, tanta è la sensazione che non ci basti mai, altre volte anche i secondi si cristallizzano in modo esasperante.

La velocità invece sta diventando una costante della mia vita recente. E non è quella frenesia da eterno ritardo.

E’ un’onda dolce ed alta, di quelle che quando non ce la fai più a nuotare ti vengono in soccorso, e ti fanno arrivare su una spiaggia calda ed assolata, dove da sola non saresti arrivata mai.

Comincio quindi a credere che il cervello non basti per definire queste convenzioni della fisica.

Che ci voglia anche l’anima?

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