Vogliamo anche le rose (o le mimose)

Si parte sempre per scherzo.

Ma come ogni anno, sta per arrivare l’otto marzo, cosiddetta “Festa della donna”.

Come ho già scritto, da qualche anno il mio gesto simbolico per celebrare questa festa è effettuare una piccola donazione alla Fondazione Pangea Onlus, che delle donne si occupa tutti i giorni.

Pensateci, potrebbe essere una buona idea.

P.S. il titolo di questo post è preso dal bellissimo film di Alina Marazzi, uscito nelle sale l’8 marzo del 2008.

Di Alina, riporto un estratto dell’intervista che rilasciò per l’occasione al settimanale Gioia.

“L’otto marzo 1972 avevo sette anni e vivevo a Milano.
Nello stesso momento, a Campo dè Fiori a Roma, una bambina della mia stessa età partecipava insieme ad un gruppo di donne ad un sit-in per rivendicare il diritto alla contraccezione, all’aborto, al divorzio, ai consultori, agli asili nido, e contro la violenza sulle donne (vi sembra famigliare??).
Le donne venivano poi accerchiate da un gruppo di poliziotti, in assetto da guerriglia con caschi e manganelli.
Il capo dei poliziotti intima alle donne di disperdersi, urlando nel megafono "Ragazze, andate sul marciapiede”.
Frase che suona ambigua ed offensiva.
La bambina risponde al megafono “Noi non abbiamo paura di voi, perchè siamo venute disarmate”.
I poliziotti perdono la pazienza ed attaccano le donne, colpendole con i manganelli. La bambina si perde nella folla.
La sequenza è stata casualmente ripresa dal cineasta Alberto Grifi, che si trova sul posto per le riprese del suo film “Anna”.
Mi sono imbattuta in questa sequenza d’archivio, che ho incluso nel mio film “Vogliamo anche le rose”.
Il titolo viene da uno slogan utilizzato dalle operaie tessili nel Massachussets, “Vogliamo il pane, ma anche le rose”, quando nel 1912 parteciparono ad uno sciopero che durò diverse settimane.
Oggi forse il pane è dato per acquisito, ma allora si lottava ancora per un mondo che desse spazio anche alla poesia, anche alle rose.
Sono passati decenni, ma quella battaglia, quella per l’autodeterminazione delle donne, è ancora drammaticamente attuale.
Dove siamo approdate oggi noi donne?“

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