Urla nel silenzio

Da qualche giorno rimbalzano per tutto il web post e commenti sulla vicenda di Eluana Englaro.

E il termine vicenda è particolarmente preoccupante, visto che in Italia si affianca di solito ad episodi di disumana scempiaggine.

La vicenda di Piazza Fontana, la vicenda di Ustica, la vicenda di Matteotti, la vicenda di…

E’ molto drammatico tutto questo.

E la cosa che mi sbalordisce è che come ne parliamo noi, che già pochi non siamo, altri lo fanno seduti al bar, in fila al supermercato, nelle aule di una scuola.

Ma tutte queste parole dove vanno? Perchè nessuno ci ascolta? E perchè, in questo turbine di parole, quel pover’uomo di Englaro dice (giustamente) di non avere più nulla da dire?

Il nostro stato non solo non ci assiste, non ci tutela, non ci rispetta.

Ma si mette le dita nelle orecchie per non sentirci.  Gesto puerile, come di bambini. Ma non innocente come quello dei bambini.

Non è che voglia fare la scoperta dell’acqua calda, sia ben chiaro. Ma se loro non le sentono, a me queste urla nel silenzio non danno tregua.

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