Fate la charity

Tra le parole ormai vetuste va annoverata anche “beneficenza”.

Non perchè nessuno di noi c’ha una lira per sè, figuriamoci per gli altri, ma perchè è stata rimpiazzata dalla più glamour “Charity”.

Pensateci…sta meglio anche dipinta o ricamata su borse e magliette, no? E poi non ha quel sottofondo di pietà e tristezza, che invece è rimpiazzato da un’evocazione di determinazione e politicamente corretto.

Leggo della nuova invenzione della charity: un anello di Bulgari in argento per sostenere la Onlus Save the Children. Obiettivo: raggiungere i 10 milioni di euro entro la fine dell’anno.

Vado a leggere i dettagli: l’anello costa 290 euro (e già un “me co*oni” mi balena in mente), dei quali 50 verranno devoluti alla Onlus.

No aspetta…50 euro???? Ma non è nemmeno 1/5 del prezzo…

Là mi infurio. Già sono contraria all’idea di acquistare un oggetto in beneficenza…se decidi di farla dona e basta, perchè ti devi accaparrare un oggetto in cambio? Ma già lì bisogna essere flessibili ed onesti con sè stessi, perchè io sono la prima ad aver fatto incetta di borse di stoffa di Emergency…meglio quelle che i sacchetti di plastica del supermercato, che vivranno più a lungo di me, no?

La cosa che proprio mi disgusta è questo fatto di fare charity di lusso,  propagandarla come orientata a tutti, e poi devolvere una miseria.

Il signor Bono Vox tempo fa lanciò una linea di t-shirt, caratterizzate da un cerchio rosso, a favore di non-ricordo-più quale causa. Una semplice t-shirt di cotone con un bollo rosso costava la bellezza di 35 euro. E ovviamente, non veniva devoluto l’intero prezzo pagato.

Tieni conto che con 20 euro sostieni il Child Link, se vuoi e se puoi.

Ma poi sto Bono Vox, ma vi pare logico che un cantante diventi una delle massime autorità mondiali in fatto di diritti umanitari, che se ne va in giro a bacchettare politici, autorità religiose, squali dell’economia mondiale???

Che la Lancia, in un momento in cui è chiaro a tutti che il mercato delle autovetture sia in calo, si dia una bella spolverata di impegno&correttezza sostenendo la campagna per la liberazione di Aung San Suu Kyi?

Certo, è pur vero che in Italia per far riaprire un ospedale non servono i magistrati, ma il Gabibbo, e questo direi che è un termine di paragone che dice tutto.

Lo so che il tema è controverso. Che alla fine, la beneficienza uno decide di farla, e quindi varrebbe la regola “da ciascuno secondo le proprie possibilità”.

So anche che io che ho studiato relazioni pubbliche, dovrei conoscere approfonditamente il ritorno di queste partnership, ed apprezzarle. E che a volte, per fare la voce grossa, bisogna dotarsi di un buon megafono.

Però se hai 290 euro da spendere per un anello (brutto, tra l’altro), non sarebbe meglio donarle in toto, e mettersi al dito un bel cerchietto di plastica colorata?

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