Errori di (s)valutazione

Ho un caro amico che è famoso per avere il metro di giudizio più flessibile al mondo.

In sostanza, si fa due conti, vede quanto gli conviene, e poi applica il giudizio.

Giorni fa esordisce con “vorrei presentarti questa mia cariiiissima amica, veramente una persona particolare”.

L’amica cariiissima è di una spocchia incredibile. Di fattezze molto simili a quelle di un travestito di qualità, gesticola vistosamente, non fa altro che sospirare e cambiare posizione per mettere in risalto il davanzale, quando parla di sè stessa assume un tono da proclama reale.

Per tutto il tempo non faccio che temere che si alzi la gonna all’improvviso.

Dopo un lasso di tempo veramente difficile da identificare in termini di minuti, fingo un impegno improvviso e fuggo.

L’amico cerca di trattenermi, me la scampo con un “se faccio presto ritorno qui”.

Il giorno dopo, telefonata di rito.

Lui: certo che sei proprio una cafona, Mara (nome di fantasia) c’è rimasta proprio male.

Io: ma che dici? Mara non s’è neanche accorta che non c’ero più, anche perchè la visuale della mia faccia le era oscurata dalle sue interminabili zinne.

Lui: vabbè, ma che ne dici di lei? Simpatica, no?

Io: guarda, se è simpatica non lo so. A me sembra più una zoccola di quartiere che si atteggia a zoccola di lusso, di quelle che non si fanno pagare ma accettano i regalini.

Lui: ma guarda, da te proprio non me l’aspettavo! Mara è una donna così auto-ironica, che non ha paura di mostrare la propria vitalità.

Io: senti, quella non mostra la vitalità. Mostra il culo, che è ben diverso!

Lui: io la trovo divertente e simpatica.

Io: e bellapète! Ma scusa poi, come l’hai conosciuta?

Lui: mah sai, aveva una rubrica su una rivista onlain (taccio il nome della rivista e della rubrica, ma vi dico solo che Hugh Hefner ne sarebbe stato tanto orgoglioso), mi sono appassionato, poi l’ho incontrata a Roma al party per il 100° numero della rivista poi, sai com’è…da cosa nasce cosa…ci sono anche andato a letto qualche volta. Una furia, sai? Ora era un po’ che non la vedevo, ma è passata di qui per un viaggio di lavoro e ci tenevo a vederla e darle un pensierino che le avevo comprato per natale.

Io: e quale sarebbe sto pensierino?

Lui: mah niente dai, un’agenda, blabla.

(Per la cronaca, dopo un interrogatorio serrato, scopro che “l’agenda” è un organizer di Prada, costato 400 euro).

Io: 400 euro? aaaah, ora capisco perchè quando me l’hai presentata l’hai introdotta come amica “cariiiissima”!

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